24/01/17 - 30/01/17
Ultimi giorni di vacanza a Cape Town. D'obbligo un giro a The Neighbourgoods Market, il mercato del sabato di The Old Biscuit Mill, sulla spiaggia di Muizenberg ed in centro città.
Al mercato naturalmente abbiamo mangiato, ma anche quello che abbiamo visitato a Muizenberg in occasione di un dopo cena organizzato a casa di una vecchia amica, Dominique. In quest'ultimo ho mangiato i falafel più buoni della mia vita!
Il nostro alloggio, trovato con Airbnb, è piccolino ma pulito, in una bella zona poco lontana da Wynberg e l'auto a noleggio è una Sondero bianca. Il primo giorno dedicato al riposo; serata in casa, mamma ha cucinato, io ho provato a studiare e papà l'abbiamo piazzato davanti ad un film sul tablet.
Un pranzo da Pane e Vino non è mancato e sulla strada ci siamo fermati a visitare il parco Eagle Encounters, dove vengono salvati e curati uccelli rapaci o comunque particolari...
Un altro pranzo in questi giorni è stato all'Italian Club per incontrare il capogruppo Alpini di Cape Town, che ci ha raccontato le sue avventure di 50 anni vissuti in Sudafrica.
Io sono riuscita a partecipare ad un incontro dalla mia compagna di fede Khosi, proprio domenica mattina, prima della nostra partenza, mentre mamma e papà con Massimo e Maroezka hanno visitato il parco botanico di Kirstenbosch.
Inutile dire che i saluti sono stati tremendi! Da ricordare: la mia influenza è guarita nel giro di 2 giorni, papà prima ed io subito dopo ci siamo scottati le labbra con il sole; i dolori di schiena di mamma sono svaniti.
Abbiamo lasciato l'alloggio più in ordine che potevamo, tanto che la coppia che ce l'ha affittato ci ha fatto i complimenti!
Ecco, questa nostra fantastica avventura è finita, e già non vedo l'ora di tornare...mamma e papà hanno dichiarato che sarebbe stata l'ultima (a causa delle ore di viaggio in aereo, troppo pesanti) ma ne dubito!
Perciò, per ora a voi la linea!
23/01/17
Siamo in volo verso Capetown. Dopo una notte al Mtentu Lodge, molto "selvaggio" ma carino, siamo andati a Durban, città superaccessoriata di 2 milioni di abitanti. Per arrivare al Mtentu Lodge abbiamo dovuto fare una strada se possibile ancora più sterrata delle precedenti! Il tempo non era granchè ma c'era caldo. Abbiamo dormito in 2 bungalows, mamma e papà in uno e noi tre in un altro con un letto matrimoniale e uno a castello, tra l'altro con un separè che ci concedeva un po' di privacy. Bagni e docce in comune e raggiungibili attraverso passerelle, naturalmente. Appena arrivati, dopo una doccia siamo andati a conoscere il proprietario, Russell e abbiamo bevuto una birretta. La sera una buona cena sulla terrazza esterna, con camino acceso! A letto presto, non prima di aver conosciuto gli altri ospiti (un gruppo di colleghi di lavoro di Port Edward). A questo proposito aggiungo brevemente una informazione: il Lodge è spesso frequentato da gruppi di dipendenti di grandi aziende, che regalano questi soggiorni (dal weekend alla settimana intera) mascherati da premi per promuovere i rapporti interpersonali. In particolare questo Lodge è situato in una zona ottima per fare trekking, canoa, tuffi ed arrampicata, per questo molto sfruttato in questo senso.
Il mattino dopo, una buona colazione, saluti a Russell e collaboratori nonchè agli altri ospiti e via verso Durban. Dato che la preoccupazione per la strada sterrata che porta verso la provinciale di mamma era grande, io e lei siamo partite prima a piedi per salire in auto dove le buche e le cunette erano meno impegnative.
L'alloggio di Durban era molto carino, una casa privata con tre camere, cucina e salotto tutta per noi; Tv satellitare (per la gioia di papà che si è guardato tutti i TG di Rai International) e wi-fi.
Abbiamo visitato la città ogni giorno, ma il più intenso è stato il primo ad un mercato della città grande quanto un borgo di Verona dove abbiamo potuto ammirare i graffiti di una famosa artista di Cape Town, Faith 47; il famoso stadio che ha una cabina mobile appesa per vederlo dall'alto (e che non abbiamo potuto sfruttare per lavori di manutenzione), musica Jazz in un localino fantastico, il mercato dell'ex ippodromo (Stables Market) dove abbiamo anche speso qualche Rand.
Non è mancato un citysightseeing e la visita alla zona turistica di North Beach, dove ci sono Hotel a 5 stelle ed un pontile nuovo che nell'architettura ricorda lo scheletro di una balena; sul litorale più meridionale (il famoso Golden Mile) abbiamo incontrato artisti della sabbia incredibili ed abbiamo visitato il parco acquatico uShaka e gli Hanging Gardens che pare siano stati costruiti dagli italiani (ma non è notizia confermata).
Dopo un ultimo giro nella parte sud della città, abbiamo consegnato la Duster e siamo saliti sull'aereo!
Prima di continuare con il racconto del viaggio tratto dai miei appunti, vorrei parlare delle mie emozioni e sensazioni di quei giorni.
Parto col descrivere il clima famigliare in partenza da casa: da una parte la gioia di tornare in un paese che amiamo, di rivedere mio fratello e la sua compagna, poi l'eccitazione di conoscere una parte del Sudafrica non ancora visitato, ma anche la paura e l'ansia per le condizioni di salute di mia madre che da poco si era ristabilita dopo la frattura di una vertebra e che era ancora a rischio.
Io personalmente poi stavo affrontando un momento duro economicamente e da una settimana combattevo contro un'influenza invernale con febbre.
Comunque, il viaggio in aereo non fu poi così male e sentire il sole che scalda la pelle e il profumo dell'oceano all'arrivo, sapendo che in Italia c'era un freddo terribile, beh, immaginatelo!
Le prime impressioni a Cape dopo più di 2 anni sono state di sorpresa: ho visto il traffico aumentato, la percentuale di auto vecchie invece diminuita drasticamente...come in Europa la maggior parte delle auto nuove era di tipo Suv. Inoltre nuove costruzioni, alcuni negozi che avevo adorato la volta precedente chiusi, altri di cineserie aperti e molto frequentati.
Ricordo ancora una bellissima sensazione quando prendemmo il volo per Port Elizabeth: l'aereo era della British Airways e mi ricordò il mio primo viaggio all'estero, quando nel 1989 andai a Londra con la stessa compagnia. Una dolce nostalgia.
Da Port Elizabeth iniziava la nostra visita alla Wild Coast, con la Duster a noleggio carica più di cibo che di vestiti!
Il paesaggio non cambiava poi tanto da Cape, ma una volta usciti dalla città era bellissimo scoprire queste immense colline verdi puntellate di "huts", a volte con mucche o pecore e capre, qualche gallina, occasionalmente anche dei pick-up parcheggiati vicino e antenne paraboliche sul tetto. Sono i villaggi, che data l'abbondanza di terra sono "larghi".
Nelle nostre visite ai villaggi dove nacque Nelson Mandela e dove visse ed è sepolto, abbiamo attraversato posti incredibili e selvaggi, percorrendo strade che chiamarle sterrate è offensivo, ed una delle situazioni più ricorrenti erano i gruppi di bambini che ci rincorrevano urlando "sweeeetes" (dolciiiiii), aspettandosi un lancio di caramelle e dolcetti. Questa abitudine però è deleteria, infatti se si concede loro qualcosa, vengono richiamati anche altri gruppi di bambini e non è comunque salutare per loro.
Per quanto riguarda il clima, ci aspettavamo il caldo umido e gli attacchi di insetti di cui mio fratello aveva sentito parlare, ma al contrario fu fresco, prevalentemente piovoso e con vento.
L'inizio del viaggio per me fu difficile per il residuo di influenza. Ad East London, il nostro primo alloggio, mi tornò la febbre e la pioggia non aiutò, sentivo freddo.
Poi però i km da percorrere erano tanti, le ore da passare in auto pure, quindi tra chiacchere, canzoni e sonnellini, osservando il paesaggio ci tenevamo su a vicenda.
Mamma era sempre preoccupata per la sua schiena, perciò io e mio fratello dovevamo lavorare insieme per calmarla.
L'avventura per trovare lo Swell Eco Lodge fu da film, ma arrivati là tutti tirammo un sospiro di sollievo! Questa vale un approfondimento: visto che la visita ai luoghi di Mandela ci aveva - giustamente - assorbito molto tempo, arrivammo nei pressi del Lodge la sera tardi, con il buio; si trova nei pressi di un villaggio che noi, con l'aiuto di Google Maps, abbiamo attraversato più volte nel tentativo di trovare il bivio giusto, tutto su strade sterrate. A quell'ora c'erano gli abitanti fuori dalle case a chiacchierare ed i bimbi scorrazzavano in mezzo alle strade giocando ed urlando; ricordo il buio pesto, rispetto alle cittadine con illuminazione stradale, la pioggerellina incessante. In due occasioni ci trovammo a strapiombo sull'oceano, alla fine della strada. Poi, dopo qualche minuto al telefono con il titolare del Lodge, individuammo il bivio giusto...probabilmente abbiamo girato nel centro di quel villaggio per una buona mezz'ora! Appena arrivati all'alloggio eravamo talmente stanchi da riuscire a malapena a buttar giù un boccone ed infilarci a letto.
Nel complesso, fino al successivo villaggio turistico, il paesaggio ed il clima erano simili. La cosa che più mi ha colpito è stato l'accostamento di due situazioni contrapposte: da una parte, la natura ancora molto selvaggia o comunque poco gestita dall'uomo, bella ed esplosiva nei colori e negli odori; dall'altra, la misura dei rifiuti ai bordi delle strade - anche sterrate - e nei letti dei torrenti o sui sentieri in mezzo alla vegetazione. Mio fratello spiegava che ciò è dovuto a due principali motivi: la mancanza di organizzazione municipale della raccolta dei rifiuti e quella della promozione di educazione civile agli abitanti. Insomma, pochi sanno che i rifiuti non si "sciolgono" nell'ambiente senza conseguenze...
Ora chiudo con una doverosa informazione: i villaggi turistici nei quali abbiamo alloggiato (ed in generale tutti gli altri) sulla Wild Coast sono stati costruiti dopo accordi e con il benestare dei capivillaggio delle zone, che hanno in mano la gestione del territorio (data dal Governo). Hanno un impatto ambientale minimo e danno beneficio e lavoro agli abitanti della zona, che si occupano delle pulizie, della security, del cibo, guide ecc. Al Lodge per esempio abbiamo mangiato ogni giorno il pane fatto dalle donne del villaggio.
Per quanto riguarda Umgazi River Bungalows, la storia è ancora più interessante, ne parlerò in un altro post.
Perciò a voi la linea!
18/01/17
Ieri è stata una giornata intensa, per questo la sera sono andata a letto presto; la mattina, visto che il tempo lo permetteva, ci siamo fatti portare in barca sulla spiaggia tra il fiume e l'Oceano. Là abbiamo passeggiato, preso il sole e fatto il bagno.
Dopo pranzo il cielo si è fatto un po' nuvoloso, così abbiamo noleggiato una barchetta a motore ed abbiamo risalito un pezzo di fiume. Bellissimo, molto calmo; i pesci che saltavano fuori dall'acqua, gli uccelli tessitori che costruivano nidi come non ci fosse un domani ed i Martinpescatori.
Finalmente al ritorno ci siamo concessi i trattamenti della SPA, poi relax nella lounge con Rai International e la connessione internet; infine, dopo cena una bella gara a freccette al bar, accompagnata da un paio di bicchierini di Whisky.
Oggi invece c'è un sole stupendo. Noi tre "giovanotti" ci siamo dedicati al trekking: abbiamo fatto un'escursione dei dintorni fino al villaggio poco lontano, dove tra l'altro è nato Freedom, nostra guida.
Ci ha accompagnati a bere il Tè Rooibos nella "Hut" per gli ospiti di sua cognata, Mama Alice.
Al ritorno la vista era meravigliosa e Freedom ci ha raccontato un po' di curiosità sulla cultura Xhosa.
Oggi pomeriggio invece ci riposeremo alla piscina, domani si riparte!
La campana o gong: per tornare al Villaggio, gli addetti alle barche arrivano al suo suono
Vista della spiaggia tra la foce del fiume e l'Oceano
La terrazza esterna del ristorante al tramonto
Vista del villaggio abitato
Mama Alice ci ha offerto un buon tè rosso Rooibos
Suggestiva vista dalla finestra della Hut di Mama Alice
16/01/17
Oggi, dopo un lungo viaggio in autostrada, siamo finalmente arrivati al villaggio Umgazi River Bungalows. È fantastico!
Ecco, qui mi piace veramente tanto. Il villaggio turistico è ben organizzato, i Bungalows sono tutti fronte foce del fiume /oceano, c'è la piscina, la SPA, negozio, lounge con libri, giornali e televisore (Rai international) e WiFi, bar aperto fino a tardi, escursioni da fare.
Siamo partiti dallo Swell Eco Lodge che pioveva forte e al nostro arrivo qui la pioggia è diminuita.
Abbiamo fatto lo sterrato con qualche difficoltà, dato che la Duster a noleggio non è 4x4, ma poi la R61 verso Mthatha e l'altra autostrada ci hanno regalato paesaggi stupendi: colline verdissime, montagne con foreste e sempre presenti i villaggi, anche se meno tribali.
Domani c'è in progetto un'escursione nella foresta con breve risalita del fiume in barca, spiaggia e per me e Maroezka magari un po' di SPA...
La piscina del Villaggio
Il Villaggio visto dalla spiaggia tra il fiume Umgazi e l'Oceano
Vista sul fiume dal balcone del mio Bungalow
Vista interna del mio Bungalow dall'entrata (balcone)
15/01/17
Ieri pomeriggio abbiamo approfittato del bel sole ed abbiamo passato qualche ora sulla spiaggia tra l'Oceano Indiano ed il fiume, poco lontano dall'alloggio. L'acqua dell'Indiano è un po' più calda di quella dell'Atlantico, quindi il bagno è stato piacevole. Erano belle anche le mucche che riposavano in spiaggia!
Le mucche spiaggiate
Oggi invece i due "sposini" sono rimasti a riposare e noi tre abbiamo visitato la famosa Coffee Bay, paradiso dei surfisti. Piccolina in effetti solo qualche ostello, B&B, bar e basta. Abbiamo pranzato in un posto carino e poi siamo andati a visitare Hole in the Wall, un'isola/promontorio che divide l'Oceano dalla foce del fiume Mpako. La zona è stupenda, c'è un parco meraviglioso, difficoltoso entrare in acqua a causa dei sassi scivolosi, ma il bagno è d'obbligo! Fuggiti dopo poche ore, poco prima che si scatenasse il temporale, che ci ha raggiunto all'alloggio...
13/01/17
Oggi è stato un viaggio spossante e lungo. Tappe al villaggio nativo di Mandela, Mvezo, dove stanno finendo il Museo, e a Qunu, dove è cresciuto ed ha frequentato le scuole, anche qui al Museo.
Poi in un tempo infinitamente lungo, dovuto anche al fatto che ci siamo persi, siamo arrivati all'alloggio Swell Eco Lodge. Cenato in fretta e poi a letto. I bungalows sembrano carini, ma la stanchezza unita al raffreddore ed alla giornata di pioggia non mi permette di osservare granché!
Mvezo, entrata del Museo in fase di realizzazione
Mvezo, Mandela Museum, alcune immagini del percorso
Entrata del Museo di Qunu
14/01/17, mattino
Ho dormito bene, qui non ci sono rumori tranne quelli della natura...
Stamani è uscito il sole finalmente e si può godere della vista sull'oceano. Il verde abbonda, i villaggi sono costituiti da casupole (eredi delle capanne) tonde per la maggior parte, abbastanza distanziate l'una dall'altra. Ci sono molte mucche, capre e pecore; poca agricoltura, qualche gallina ed oche. Saltuariamente si intravvede una parabola satellitare su qualche casupola e magari un'auto 4x4 seria. Strada oltremodo sterrata.
Qui al Villaggio c'è la possibilità di usare il wifi, perciò oggi ne approfitterò.
L'interno del mio Bungalow
Il secondo da sinistra è il mio Bungalow
La vista dell'oceano dal Villaggio
Mucche in riposo sulla spiaggia vicino al villaggio
La strada sterrata per arrivare allo Swell Eco Lodge
12/01/17
Oggi trasferiti con volo interno British Airways a Port Elizabeth e noleggio Duster. Il volo è stato corto (1 ora e mezza circa) e mi ha ricordato le volte che sono andata a Londra...
Con l'auto siamo passati a far spesa al Woolworths Foods, abbiamo mangiato qualcosa e poi siamo partiti alla volta di East London, quasi 300 km. Bel tempo a P. E., ma vento forte, poi lungo la strada si è rannuvolato. Queste zone sono molto verdi, ci sono un sacco di pascoli e mucche, villaggi con casette sparse, tanti fiumi che scendono nell'oceano. Domani visiteremo le zone dov'è nato e vissuto Nelson Mandela.
Uno stralcio di Port Elizabeth e fiori a East London
Appartamento a East London dove abbiamo alloggiato per una notte, molto carino!
Con questo post inizio la descrizione del viaggio fatto in gennaio 2017, a puntate, basandomi sui miei appunti presi in quei giorni e le foto fatte.
11/01/17
Questo viaggio è stato veramente sofferto! Mai come in questa occasione ci si è messo il karma ad intralciare i nostri progetti! Comunque, finally we are here. A Cape c'è caldo ma ventilato, appena uscita dall'aeroporto ho sentito il profumo dell'oceano e mi sono scaldata al sole. Mio fratello ha preso la macchina a noleggio per domani e siamo filati a casa sua. Piccolo riposino pomeridiano e poi cena. Domani si parte per Port Elizabeth. Le prospettive sono di un viaggio molto interessante...
Eccomi. Infine ce l'abbiamo fatta. Ce l'ho fatta. Il viaggio in Sudafrica è stato comunque un successo ed è stato protetto fin dall'inizio. È stato molto utile per tutti noi e nei successivi post spiegherò il perché. La scuola serale è stata un'ottima scelta; in novembre mi è stato proposto di fare il "salto", cioè, passare dal biennio alla terza. Così ho sostenuto le prove che servivano e sono passata, poco prima di partire. Solo che al ritorno dalle ferie è stata veramente dura tirar su alcune materie. Comunque con un po' di impegno ed aiuto sia di compagni di scuola che di amici (in particolare Ada per il tedesco) sono riuscita a recuperare una buona media. Al punto che sono stata promossa con un 8,45 e la proposta da parte del consiglio di un altro "salto" (andare direttamente in quinta senza passare dalla quarta). Ma stavolta ho deciso di declinare l'offerta, perché mi avrebbe impegnata a studiare tutta l'estate e non mi darebbe la stessa base, soprattutto in matematica e lingue. In fondo io studio per sapere le materie. Ma è comunque un motivo di orgoglio.
Proprio per l'impegno scolastico avevo ridotto al minimo anche le mie attività nella comunità buddista che ora ho ripreso con mia grande gioia. Collegata a queste c'è pure un'esperienza che sto facendo che riguarda i soldi. Finalmente ho capito perché tutti i precedenti tentativi di gestione economica fallivano, e così ho rimesso tutto in discussione e ricominciato dalle basi. Scrivo ogni spesa che faccio, la confronto con i movimenti del conto corrente e mi segno in anticipo le spese fisse. E sto vedendo i primi risultati. Ho deciso che entro fine anno diventerò indipendente e quindi potrò ricominciare a cercare casa per me. Ma fino ad allora sarebbe una causa persa. (una piccola confidenza: dal '99 al 2003 ho diviso l'affitto con amici di un appartamento in Lungadige Rubele che mi piaceva veramente molto; mi sono ripromessa che un giorno lo avrei comprato 😊)
Bene, concludo questo post con un paio di notizie per me spettacolari: ho conosciuto Raphael Gualazzi venerdì scorso, dopo il suo concerto al Teatro Romano; ragazzo timido, con un sorriso splendido, che ho deciso di riuscire a rivedere.
Raphael Gualazzi, la sottoscritta e quasi nascosta Betty
Ieri sera ho rivisto i miei Depeche Mode a Milano (San Siro), ero in prato gold, visto che Ada era riuscita a trovare i biglietti, sotto la passerella, ed è stato...incommensurabile! Lo riprenderò prossimamente. Inoltre mi è stato proposto da Vibrissa & co. di entrare a far parte dello staff di Burlesque & Cabaret Verona insieme ad altre donne della scuola e ne sono fiera! In seguito pubblicherò qualche foto dello showcase 2017, per il quale ho portato un numero con tema biker e la canzone "Big Spender" insieme alle altre allieve del corso di canto. È stato emozionante in modo indescrivibile ed ho imparato molto.
Chiudo con un po' di tristezza in quanto è andato avanti il nostro vicino ed amico di famiglia Alfredo, reduce di guerra, Alpino e persona gentile ed umile.
A presto, passo e chiudo.
Ed è arrivato anche il 2016. Gli ultimi due mesi del 2015 sono stati impegnativi e pure mi hanno lasciato un po' avvilita. Ma la situazione mi ha spinta a rinforzare la mia determinazione e riprendere in mano i progetti che avevo intrapreso. In effetti ho riconosciuto una mia tendenza che è quella di cominciare un sacco di roba e poi "dimenticare". Ma dimenticare sul serio, nel senso che la mia mente accantona di proposito degli impegni o delle scadenze ed io ho la scusa di averli dimenticati. Ed ho scoperto che questo si chiama "autoboicottagio", il mio personale modo di giustificare e dare un senso alla mia mancanza di coraggio, alle mie paure e dubbi.
Così, l'inizio del nuovo anno è l'inizio della mia rideterminazione. Più difficile di quel che sembrava, ma stavolta voglio andare fino in fondo e scoprire di che pasta sono fatta.
Perciò, ricomincio a cercare un appartamento per diventare totalmente autonoma, un nuovo lavoro senza escludere la possibilità che in quello attuale cambi mansione e pure stipendio. Ricomincio ad occuparmi dei network nei quali mi ero impegnata. Ricomincio ad occuparmi della mia salute e decidere una volta per tutte di passare al veganesimo.
Negli ultimi mesi ci sono stati lutti nelle famiglie di amici e compagni di fede, nonchè nel mondo della musica e questo mi ha colpito non poco. Ho conosciuto un ragazzo di 27 anni che fin da bimbo combatte con la osteomelite ed ora con una gamba amputata e l'attesa di una protesi sorride alla vita dicendomi "i problemi seri sono altri, Giuly".
Ho trovato dei nuovi amici tra i devoti dei Depeche Mode, con loro ho vissuto momenti stupendi, sia al concerto di Dave Gahan con i Soulsavers, sia a quello dei Simple Minds. Ma pure le serate con le tribute band (Strange Mode, Freemode, Mode Inside) sono state fantastiche. Vorrei aprire una parentesi riguardo Dave ed i Simple. Il primo ha fatto un concerto al Fabrique di Milano che tiene non più di 3000 persone, è stato molto intimo. Io e Michela (una devota di Legnago) eravamo là fin dal mattino per poter esser davanti ed io a differenza di molti ero felice ma non davo segni di forte emotività. Finché non è uscito lui sul palco. Mi ha travolto un'onda di energia pazzesca e lì mi son tremate le gambe. La prova che il suo carisma non è "costruito". Dopo qualche settimana sono andata a vedere i Simple Minds al Forum di Assago; fantastici! Jim Kerr ancora in gamba, buona presenza e buona voce, chiaro che gli anni son passati anche per lui, ma ha tanto da dare ed ha trovato delle coriste/cantanti molto brave che l'hanno accompagnato. Li rivedrei subito. Un mese fa hanno messo in vendita i biglietti per il tour dei Cure, sicuramente proverò a prenderne uno per Bologna.
Detto questo, ci sono pure delle novità: dato che non sono mai abbastanza impegnata ho iniziato anche un corso di Burlesque. In realtà ci pensavo e lo cercavo da tempo, e sono contenta di averlo trovato ora, con gli insegnanti ed il gruppo di donne attuali. Siamo veramente affiatate, sebbene di età, luoghi ed esperienze diverse e tra loro ho ritrovato anche una mia compagna di asilo (scuola materna) e già questo fatto non è da considerarsi "coincidenza".
Ho conosciuto un nuovo network marketing, nato sulla base ed esperienza del BitCoin, che ha molte potenzialità e che voglio sfruttare subito. Nel frattempo si avvicina l'arrivo della mia auto a noleggio di Dexcar. Il mio tutor della holding è mio sponsor nel nuovo network, presumibilmente vuole farmi fare un po' di esperienza prima di darmi in mano il prodotto dell'azienda.
In novembre tornerò a trovare mio fratello in Sudafrica con i miei genitori, stavolta, per festeggiare i loro 50 anni di matrimonio. In 3 settimane riusciremo di sicuro a visitare parecchio e magari troverò qualcuno disposto ad assumermi ed aiutarmi con il permesso di lavoro per poi tornare là in pianta stabile.
L'ultima novità che mi ha dato molta gioia è l'affermazione di Martin L. Gore che i Depeche Mode in aprile torneranno in studio per un nuovo album!
Ora vi lascio con una frase di Daisaku Ikeda, il mio Maestro e poi posterò un paio di video dei concerti. A voi la linea.
"Nella vita, prima di tutto bisogna avere la determinazione di superare qualsiasi difficoltà e di rompere il guscio del piccolo io. In questo modo tutte le strade si apriranno davanti a noi." Daisaku Ikeda, La Mappa della Felicità.
Vi ho lasciato l'ultima volta con la promessa di aggiornarvi sugli sviluppi della mia nuova situazione "lavorativa", ed eccomi qui. È passato più tempo di quel che prevedevo, ma gli sviluppi sono comunque interessanti. In linea con la mia ricerca personale intrapresa un paio di anni fa per migliorare la situazione finanziaria, ho incontrato sulla mia strada un network appena nato in cui credo e che ha scelto come veicolo di crescita proprio i veicoli! Inoltre, casualmente (sebbene non creda nel caso), sono stata contattata da una holding, anche questa da poco sul mercato, che mi ispira fiducia in quanto professionale ed energica.
Con quest'ultima sto facendo un percorso di formazione che mi sta dando l'opportunità di superare i miei sensi di inferiorità e recuperare un po' di autostima. I tutor che mi seguono hanno davvero molta pazienza e ripongono fiducia nelle mie capacità, ben più di quanto faccia io in me stessa; ho conosciuto i "colleghi", disponibili e simpatici, tutti con esperienze nel settore commerciale.
In conclusione, ancora non so dove mi porterà questa nuova avventura, ma sono sicura che mi farà crescere e sarà un ottimo trampolino di lancio per qualsiasi altro mio progetto. Naturalmente conservo comunque l'obiettivo di trasferirmi in Sudafrica e collaborare con mio fratello, ed ho capito che questa esperienza è fondamentale per consolidare la mia indipendenza.
Per oggi ho finito, prima di chiudere lascio i link del network e del sito di mio fratello.
Marzo, un secondo Capodanno. Per alcuni popoli d'Oriente è il Capodanno vero e proprio, per tutti è comunque l'inizio della primavera, la stagione del rinnovo, della vitalità (anche delle allergie...).
Anch'io quest'anno lo voglio festeggiare, rinnovandomi sul serio. Lavorerò molto su aspetti di me stessa che non mi aggradano e per questo mi danno sofferenza.
Inoltre ho degli obiettivi di lavoro piuttosto seri, e mi sto prendendo cura della mia salute in modo concreto.
Le azioni nelle direzioni di questi obiettivi le sto già attuando: un corso di Inglese avanzato, per perfezionarmi e prenderci più confidenza. Ginnastica posturale, che sto scoprendo sempre più utile nel migliorare lo stato di salute generico. Il preparatore in questo caso è una persona che non si accontenta delle tecniche che già conosce, ma è alla continua ricerca di miglioramenti e questo porta molti benefici a noi che siamo seguite da lui.
Proverò anche un'ennesimo esperimento "dietologico", stavolta basandomi sul metodo della dott.ssa Haylie Pomroy, con la dieta del supermetabolismo. La Dukan è stata interessante ed ha funzionato per qualche periodo, ma non era molto indicata per chi come me è vegetariano (o vegano). Tra l'altro risultava essere troppo lunga e impegnativa. (vedi Dieta del supermetabolismo Italia)
La dieta GM vegetariana è ottima per disintossicarsi, ma su di me non ho visto cali di peso.
Quella del supermetabolismo potrebbe essere la giusta via di mezzo, anche perchè può essere seguita tranquillamente da vegetariani e vegani; non sono considerati i latticini, e questo sarà un ottimo espediente per me, per liberarmi una volta per tutte di quelle tentazioni che danno problemi di colesterolo e di muco sempre presente nelle vie respiratorie.
Un'altra fonte di "rinnovo" sarà la visita di mio fratello e della sua compagna in Italia. Si fermeranno qui per un paio di mesi e questo fatto oltre a darmi la possibilità di fare qualche visita insieme a loro in giro per il nostro paese, mi permetterà di pianificare con loro una mia probabile collaborazione al progetto "AnimaTour" che si sta evolvendo sempre di più. Aggiungerò un link al sito appena verrà aperto. Li ammiro per la lungimiranza e perseveranza nel portare avanti questo progetto che di sicuro porterà grandi risultati. Massimo è testardo e quando decide di fare una cosa va fino in fondo. Ha studiato molto e continua a farlo per poter offrire ai suoi clienti un'esperienza unica nel visitare Cape Town e il Sudafrica, al contrario di altre guide che si accontentano di leggere i libri e recitare a memoria, organizzando visite nei posti più ovvi.
Prima di chiudere: oggi mi sono beata di un piccolo programmino che ho scaricato per il Pc, MiniLyrics, che mi permette di vedere i testi delle canzoni che ascolto da iTunes o Spotify...una figata!