Visualizzazione post con etichetta vacanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vacanza. Mostra tutti i post

venerdì 21 agosto 2020

Riordino, studio e dieta

 In queste tre parole si potrebbe riassumere l'attuale periodo. Dall'ultimo post qualcosa è cambiato. È finalmente concluso il riordino della camera in montagna; in effetti ci sono ancora scatole da sistemare, quelle che contengono oggetti che regalerò o che metterò in vendita, per non parlare dei libri che non ho ancora sistemato sulla libreria, ma psicologicamente la leggerezza si sente.
Ciò che ha caratterizzato questa ultima fase (solo in ordine cronologico) è stata la reazione fisica alla "disintossicazione" da oggetti emozionali, cioè quelli che più coinvolgono le mie emozioni e per i quali non ho mai badato né a spese né a tempo; la cernita tra cd, dvd, musicassette e VHS è stata pesante ma necessaria e mi ha lasciato con un gran mal di testa e malessere generale. Questa reazione si è ripetuta quando ho iniziato la stessa cernita con il resto dei supporti a Grezzana -che deve ancora finire.
È stato importante che si sia manifestata, mi conferma che l'arte del riordino lavora profondamente e non è solo "mettere in ordine cose".
Come ho accennato, non ho ancora finito la fase emozionale e temo che mi costerà qualche altra emicrania, ma a fine estate riprenderò e forse per fine anno finalmente potrò festeggiare la riuscita del mio Festival del Riordino! 
Un'altra cosa di cui mi sono resa conto è che il riordino è un flusso continuo...dato che nella bella stagione preferisco concentrarmi sul riposo, mi impegno solo a lavorare con leggerezza in tutto, quindi ho avuto modo di sistemare e cambiare posto a qualche oggetto, che ha finalmente trovato la sua posizione ideale. Perfino a Riccione, dove ho passato una bella settimana a cavallo tra luglio ed agosto nell'Hotel Rita, con un trattamento meraviglioso, ho mantenuto le mie cose in ordine, insomma ormai è naturale per me!
Concludo questo post con l'affermazione che la decisione di intraprendere la strada del riordino mi ha aiutata non poco a tenere sotto controllo le spese -inutili- e i documenti importanti; mai come in questo anno sono state di vitale importanza, data la mole di carte che ho dovuto maneggiare tra INAIL, studi medici, CAF CISL ecc.
In finale, avere più spazio libero mi ha permesso di prendermi un paio di piante da tenere in casa che desideravo da tempo...per ora è tutto, a voi la linea!

venerdì 11 gennaio 2019

Sudafrica 2017: diario di viaggio, 8

24/01/17 - 30/01/17
Ultimi giorni di vacanza a Cape Town. D'obbligo un giro a The Neighbourgoods Market, il mercato del sabato di The Old Biscuit Mill, sulla spiaggia di Muizenberg ed in centro città.
Al mercato naturalmente abbiamo mangiato, ma anche quello che abbiamo visitato a Muizenberg in occasione di un dopo cena organizzato a casa di una vecchia amica, Dominique. In quest'ultimo ho mangiato i falafel più buoni della mia vita!
Il nostro alloggio, trovato con Airbnb, è piccolino ma pulito, in una bella zona poco lontana da Wynberg e l'auto a noleggio è una Sondero bianca. Il primo giorno dedicato al riposo; serata in casa, mamma ha cucinato, io ho provato a studiare e papà l'abbiamo piazzato davanti ad un film sul tablet.
Un pranzo da Pane e Vino non è mancato e sulla strada ci siamo fermati a visitare il parco Eagle Encounters, dove vengono salvati e curati uccelli rapaci o comunque particolari...
Un altro pranzo in questi giorni è stato all'Italian Club per incontrare il capogruppo Alpini di Cape Town, che ci ha raccontato le sue avventure di 50 anni vissuti in Sudafrica.
Io sono riuscita a partecipare ad un incontro dalla mia compagna di fede Khosi, proprio domenica mattina, prima della nostra partenza, mentre mamma e papà con Massimo e Maroezka hanno visitato il parco botanico di Kirstenbosch. 
Inutile dire che i saluti sono stati tremendi! Da ricordare: la mia influenza è guarita nel giro di 2 giorni, papà prima ed io subito dopo ci siamo scottati le labbra con il sole; i dolori di schiena di mamma sono svaniti.
Abbiamo lasciato l'alloggio più in ordine che potevamo, tanto che la coppia che ce l'ha affittato ci ha fatto i complimenti!
Ecco, questa nostra fantastica avventura è finita, e già non vedo l'ora di tornare...mamma e papà hanno dichiarato che sarebbe stata l'ultima (a causa delle ore di viaggio in aereo, troppo pesanti) ma ne dubito!
Perciò, per ora a voi la linea!
Ha scelto proprio me!
Yummi! Falafel buonissimi a Muizenberg


Tre civette sul comò...

Spritz a Cape Town


Sudafrica 2017: diario di viaggio, 7

23/01/17
Siamo in volo verso Capetown. Dopo una notte al Mtentu Lodge, molto "selvaggio" ma carino, siamo andati a Durban, città superaccessoriata di 2 milioni di abitanti. Per arrivare al Mtentu Lodge abbiamo dovuto fare una strada se possibile ancora più sterrata delle precedenti! Il tempo non era granchè ma c'era caldo. Abbiamo dormito in 2 bungalows, mamma e papà in uno e noi tre in un altro con un letto matrimoniale e uno a castello, tra l'altro con un separè che ci concedeva un po' di privacy. Bagni e docce in comune e raggiungibili attraverso passerelle, naturalmente. Appena arrivati, dopo una doccia siamo andati a conoscere il proprietario, Russell e abbiamo bevuto una birretta. La sera una buona cena sulla terrazza esterna, con camino acceso! A letto presto, non prima di aver conosciuto gli altri ospiti (un gruppo di colleghi di lavoro di Port Edward). A questo proposito aggiungo brevemente una informazione: il Lodge è spesso frequentato da gruppi di dipendenti di grandi aziende, che regalano questi soggiorni (dal weekend alla settimana intera) mascherati da premi per promuovere i rapporti interpersonali. In particolare questo Lodge è situato in una zona ottima per fare trekking, canoa, tuffi ed arrampicata, per questo molto sfruttato in questo senso.
Il mattino dopo, una buona colazione, saluti a Russell e collaboratori nonchè agli altri ospiti e via verso Durban. Dato che la preoccupazione per la strada sterrata che porta verso la provinciale di mamma era grande, io e lei siamo partite prima a piedi per salire in auto dove le buche e le cunette erano meno impegnative.
L'alloggio di Durban era molto carino, una casa privata con tre camere, cucina e salotto tutta per noi; Tv satellitare (per la gioia di papà che si è guardato tutti i TG di Rai International) e wi-fi.
Abbiamo visitato la città ogni giorno, ma il più intenso è stato il primo ad un mercato della città grande quanto un borgo di Verona dove abbiamo potuto ammirare i graffiti di una famosa artista di Cape Town, Faith 47; il famoso stadio che ha una cabina mobile appesa per vederlo dall'alto (e che non abbiamo potuto sfruttare per lavori di manutenzione), musica Jazz in un localino fantastico, il mercato dell'ex ippodromo (Stables Market) dove abbiamo anche speso qualche Rand.
Non è mancato un citysightseeing e la visita alla zona turistica di North Beach, dove ci sono Hotel a 5 stelle ed un pontile nuovo che nell'architettura ricorda lo scheletro di una balena; sul litorale più meridionale (il famoso Golden Mile) abbiamo incontrato artisti della sabbia incredibili ed abbiamo visitato il parco acquatico uShaka e gli Hanging Gardens che pare siano stati costruiti dagli italiani (ma non è notizia confermata).
Dopo un ultimo giro nella parte sud della città, abbiamo consegnato la Duster e siamo saliti sull'aereo!
Il bar del Mtuntu Lodge
L'interno del nostro Bungalow dal balcone



Vista dal balcone del Bungalow
Moses Mabhida Stadium
Uno dei graffiti dell'artista Faith 47
Immagini degli Hanging Gardens sul Golden Mile
Il pontile sulla North Beach
Opere di sabbia


lunedì 1 ottobre 2018

Sudafrica 2017: considerazioni personali

Prima di continuare con il racconto del viaggio tratto dai miei appunti, vorrei parlare delle mie emozioni e sensazioni di quei giorni.
Parto col descrivere il clima famigliare in partenza da casa: da una parte la gioia di tornare in un paese che amiamo, di rivedere mio fratello e la sua compagna, poi l'eccitazione di conoscere una parte del Sudafrica non ancora visitato, ma anche la paura e l'ansia per le condizioni di salute di mia madre che da poco si era ristabilita dopo la frattura di una vertebra e che era ancora a rischio.
Io personalmente poi stavo affrontando un momento duro economicamente e da una settimana combattevo contro un'influenza invernale con febbre.
Comunque, il viaggio in aereo non fu poi così male e sentire il sole che scalda la pelle e il profumo dell'oceano all'arrivo, sapendo che in Italia c'era un freddo terribile, beh, immaginatelo!
Le prime impressioni a Cape dopo più di 2 anni sono state di sorpresa: ho visto il traffico aumentato, la percentuale di auto vecchie invece diminuita drasticamente...come in Europa la maggior parte delle auto nuove era di tipo Suv. Inoltre nuove costruzioni, alcuni negozi che avevo adorato la volta precedente chiusi, altri di cineserie aperti e molto frequentati.
Ricordo ancora una bellissima sensazione quando prendemmo il volo per Port Elizabeth: l'aereo era della British Airways e mi ricordò il mio primo viaggio all'estero, quando nel 1989 andai a Londra con la stessa compagnia. Una dolce nostalgia.
Da Port Elizabeth iniziava la nostra visita alla Wild Coast, con la Duster a noleggio carica più di cibo che di vestiti!
Il paesaggio non cambiava poi tanto da Cape, ma una volta usciti dalla città era bellissimo scoprire queste immense colline verdi puntellate di "huts", a volte con mucche o pecore e capre, qualche gallina, occasionalmente anche dei pick-up parcheggiati vicino e antenne paraboliche sul tetto. Sono i villaggi, che data l'abbondanza di terra sono "larghi".
Nelle nostre visite ai villaggi dove nacque Nelson Mandela e dove visse ed è sepolto, abbiamo attraversato posti incredibili e selvaggi, percorrendo strade che chiamarle sterrate è offensivo, ed una delle situazioni più ricorrenti erano i gruppi di bambini che ci rincorrevano urlando "sweeeetes" (dolciiiiii), aspettandosi un lancio di caramelle e dolcetti. Questa abitudine però è deleteria, infatti se si concede loro qualcosa, vengono richiamati anche altri gruppi di bambini e non è comunque salutare per loro.
Per quanto riguarda il clima, ci aspettavamo il caldo umido e gli attacchi di insetti di cui mio fratello aveva sentito parlare, ma al contrario fu fresco, prevalentemente piovoso e con vento.
L'inizio del viaggio per me fu difficile per il residuo di influenza. Ad East London, il nostro primo alloggio, mi tornò la febbre e la pioggia non aiutò, sentivo freddo.
Poi però i km da percorrere erano tanti, le ore da passare in auto pure, quindi tra chiacchere, canzoni e sonnellini, osservando il paesaggio ci tenevamo su a vicenda.
Mamma era sempre preoccupata per la sua schiena, perciò io e mio fratello dovevamo lavorare insieme per calmarla.
L'avventura per trovare lo Swell Eco Lodge fu da film, ma arrivati là tutti tirammo un sospiro di sollievo! Questa vale un approfondimento: visto che la visita ai luoghi di Mandela ci aveva - giustamente - assorbito molto tempo, arrivammo nei pressi del Lodge la sera tardi, con il buio; si trova nei pressi di un villaggio che noi, con l'aiuto di Google Maps, abbiamo attraversato più volte nel tentativo di trovare il bivio giusto, tutto su strade sterrate. A quell'ora c'erano gli abitanti fuori dalle case a chiacchierare ed i bimbi scorrazzavano in mezzo alle strade giocando ed urlando; ricordo il buio pesto, rispetto alle cittadine con illuminazione stradale, la pioggerellina incessante. In due occasioni ci trovammo a strapiombo sull'oceano, alla fine della strada. Poi, dopo qualche minuto al telefono con il titolare del Lodge, individuammo il bivio giusto...probabilmente abbiamo girato nel centro di quel villaggio per una buona mezz'ora! Appena arrivati all'alloggio eravamo talmente stanchi da riuscire a malapena a buttar giù un boccone ed infilarci a letto.
Nel complesso, fino al successivo villaggio turistico, il paesaggio ed il clima erano simili. La cosa che più mi ha colpito è stato l'accostamento di due situazioni contrapposte: da una parte, la natura ancora molto selvaggia o comunque poco gestita dall'uomo, bella ed esplosiva nei colori e negli odori; dall'altra, la misura dei rifiuti ai bordi delle strade - anche sterrate - e nei letti dei torrenti o sui sentieri in mezzo alla vegetazione. Mio fratello spiegava che ciò è dovuto a due principali motivi: la mancanza di organizzazione municipale della raccolta dei rifiuti e quella della promozione di educazione civile agli abitanti. Insomma, pochi sanno che i rifiuti non si "sciolgono" nell'ambiente senza conseguenze...
Ora chiudo con una doverosa informazione: i villaggi turistici nei quali abbiamo alloggiato (ed in generale tutti gli altri) sulla Wild Coast sono stati costruiti dopo accordi e con il benestare dei capivillaggio delle zone, che hanno in mano la gestione del territorio (data dal Governo). Hanno un impatto ambientale minimo e danno beneficio e lavoro agli abitanti della zona, che si occupano delle pulizie, della security, del cibo, guide ecc. Al Lodge per esempio abbiamo mangiato ogni giorno il pane fatto dalle donne del villaggio.
Per quanto riguarda Umgazi River Bungalows, la storia è ancora più interessante, ne parlerò in un altro post.
Perciò a voi la linea!

mercoledì 19 settembre 2018

Sudafrica 2017: diario di viaggio, 6

18/01/17
Ieri è stata una giornata intensa, per questo la sera sono andata a letto presto; la mattina, visto che il tempo lo permetteva, ci siamo fatti portare in barca sulla spiaggia tra il fiume e l'Oceano. Là abbiamo passeggiato, preso il sole e fatto il bagno.
Dopo pranzo il cielo si è fatto un po' nuvoloso, così abbiamo noleggiato una barchetta a motore ed abbiamo risalito un pezzo di fiume. Bellissimo, molto calmo; i pesci che saltavano fuori dall'acqua, gli uccelli tessitori che costruivano nidi come non ci fosse un domani ed i Martinpescatori.
Finalmente al ritorno ci siamo concessi i trattamenti della SPA, poi relax nella lounge con Rai International e la connessione internet; infine, dopo cena una bella gara a freccette al bar, accompagnata da un paio di bicchierini di Whisky.
Oggi invece c'è un sole stupendo. Noi tre "giovanotti" ci siamo dedicati al trekking: abbiamo fatto un'escursione dei dintorni fino al villaggio poco lontano, dove tra l'altro è nato Freedom, nostra guida.
Ci ha accompagnati a bere il Tè Rooibos nella "Hut" per gli ospiti di sua cognata, Mama Alice.
Al ritorno la vista era meravigliosa e Freedom ci ha raccontato un po' di curiosità sulla cultura Xhosa.
Oggi pomeriggio invece ci riposeremo alla piscina, domani si riparte!

La campana o gong: per tornare al Villaggio, gli addetti alle barche arrivano al suo suono

Vista della spiaggia tra la foce del fiume e l'Oceano

La terrazza esterna del ristorante al tramonto

Vista del villaggio abitato

Mama Alice ci ha offerto un buon tè rosso Rooibos

Suggestiva vista dalla finestra della Hut di Mama Alice

Si ripara il tetto di una Hut

Freedom, la nostra guida


Sudafrica 2017: diario di viaggio, 5

16/01/17
Oggi, dopo un lungo viaggio in autostrada, siamo finalmente arrivati al villaggio Umgazi River Bungalows. È fantastico!
Ecco, qui mi piace veramente tanto. Il villaggio turistico è ben organizzato, i Bungalows sono tutti fronte foce del fiume /oceano, c'è la piscina, la SPA, negozio, lounge con libri, giornali e televisore (Rai international) e WiFi, bar aperto fino a tardi, escursioni da fare.
Siamo partiti dallo Swell Eco Lodge che pioveva forte e al nostro arrivo qui la pioggia è diminuita.
Abbiamo fatto lo sterrato con qualche difficoltà, dato che la Duster a noleggio non è 4x4, ma poi la R61 verso Mthatha e l'altra autostrada ci hanno regalato paesaggi stupendi: colline verdissime, montagne con foreste e sempre presenti i villaggi, anche se meno tribali.
Domani c'è in progetto un'escursione nella foresta con breve risalita del fiume in barca, spiaggia e per me e Maroezka magari un po' di SPA... 

La piscina del Villaggio

Il Villaggio visto dalla spiaggia tra il fiume Umgazi e l'Oceano

Vista sul fiume dal balcone del mio Bungalow

Vista interna del mio Bungalow dall'entrata (balcone)

martedì 15 agosto 2017

Sudafrica 2017: diario di viaggio, 4

15/01/17
Ieri pomeriggio abbiamo approfittato del bel sole ed abbiamo passato qualche ora sulla spiaggia tra l'Oceano Indiano ed il fiume, poco lontano dall'alloggio. L'acqua dell'Indiano è un po' più calda di quella dell'Atlantico, quindi il bagno è stato piacevole. Erano belle anche le mucche che riposavano in spiaggia!
Le mucche spiaggiate
Oggi invece i due "sposini" sono rimasti a riposare e noi tre abbiamo visitato la famosa Coffee Bay, paradiso dei surfisti. Piccolina in effetti solo qualche ostello, B&B, bar e basta. Abbiamo pranzato in un posto carino e poi siamo andati a visitare Hole in the Wall, un'isola/promontorio che divide l'Oceano dalla foce del fiume Mpako. La zona è stupenda, c'è un parco meraviglioso, difficoltoso entrare in acqua a causa dei sassi scivolosi, ma il bagno è d'obbligo! Fuggiti dopo poche ore, poco prima che si scatenasse il temporale, che ci ha raggiunto all'alloggio...
 
Hole in the Wall, più una vista dall'alto
 Domani si parte per Umgazi!

sabato 5 agosto 2017

Sudafrica 2017: diario di viaggio, 3

13/01/17
Oggi è stato un viaggio spossante e lungo. Tappe al villaggio nativo di Mandela, Mvezo, dove stanno finendo il Museo, e a Qunu, dove è cresciuto ed ha frequentato le scuole, anche qui al Museo.
Poi in un tempo infinitamente lungo, dovuto anche al fatto che ci siamo persi, siamo arrivati all'alloggio Swell Eco Lodge. Cenato in fretta e poi a letto. I bungalows sembrano carini, ma la stanchezza unita al raffreddore ed alla giornata di pioggia non mi permette di osservare granché!
Mvezo, entrata del Museo in fase di realizzazione

Mvezo, Mandela Museum, alcune immagini del percorso


Entrata del Museo di Qunu

14/01/17, mattino
Ho dormito bene, qui non ci sono rumori tranne quelli della natura...
Stamani è uscito il sole finalmente e si può godere della vista sull'oceano. Il verde abbonda, i villaggi sono costituiti da casupole (eredi delle capanne) tonde per la maggior parte, abbastanza distanziate l'una dall'altra. Ci sono molte mucche, capre e pecore; poca agricoltura, qualche gallina ed oche. Saltuariamente si intravvede una parabola satellitare su qualche casupola e magari un'auto 4x4 seria. Strada oltremodo sterrata.
Qui al Villaggio c'è la possibilità di usare il wifi, perciò oggi ne approfitterò.

L'interno del mio Bungalow

Il secondo da sinistra è il mio Bungalow

La vista dell'oceano dal Villaggio
Mucche in riposo sulla spiaggia vicino al villaggio
La strada sterrata per arrivare allo Swell Eco Lodge

mercoledì 28 giugno 2017

Sudafrica 2017: diario di viaggio, 2

12/01/17
Oggi trasferiti con volo interno British Airways a Port Elizabeth e noleggio Duster. Il volo è stato corto (1 ora e mezza circa) e mi ha ricordato le volte che sono andata a Londra...
Con l'auto siamo passati a far spesa al Woolworths Foods, abbiamo mangiato qualcosa e poi siamo partiti alla volta di East London, quasi 300 km. Bel tempo a P. E., ma vento forte, poi lungo la strada si è rannuvolato. Queste zone sono molto verdi, ci sono un sacco di pascoli e mucche, villaggi con casette sparse, tanti fiumi che scendono nell'oceano. Domani visiteremo le zone dov'è nato e vissuto Nelson Mandela.
Uno stralcio di Port Elizabeth e fiori a East London

Appartamento a East London dove abbiamo alloggiato per una notte, molto carino!

Sudafrica 2017: diario di viaggio, 1

Con questo post inizio la descrizione del viaggio fatto in gennaio 2017, a puntate, basandomi sui miei appunti presi in quei giorni e le foto fatte.
11/01/17
Questo viaggio è stato veramente sofferto! Mai come in questa occasione ci si è messo il karma ad intralciare i nostri progetti! Comunque, finally we are here. A Cape c'è caldo ma ventilato, appena uscita dall'aeroporto ho sentito il profumo dell'oceano e mi sono scaldata al sole. Mio fratello ha preso la macchina a noleggio per domani e siamo filati a casa sua. Piccolo riposino pomeridiano e poi cena. Domani si parte per Port Elizabeth. Le prospettive sono di un viaggio molto interessante...

Sempre avanti!

Eccomi. Infine ce l'abbiamo fatta. Ce l'ho fatta. Il viaggio in Sudafrica è stato comunque un successo ed è stato protetto fin dall'inizio. È stato molto utile per tutti noi e nei successivi post spiegherò il perché. La scuola serale è stata un'ottima scelta; in novembre mi è stato proposto di fare il "salto", cioè, passare dal biennio alla terza. Così ho sostenuto le prove che servivano e sono passata, poco prima di partire. Solo che al ritorno dalle ferie è stata veramente dura tirar su alcune materie. Comunque con un po' di impegno ed aiuto sia di compagni di scuola che di amici (in particolare Ada per il tedesco) sono riuscita a recuperare una buona media. Al punto che sono stata promossa con un 8,45 e la proposta da parte del consiglio di un altro "salto" (andare direttamente in quinta senza passare dalla quarta). Ma stavolta ho deciso di declinare l'offerta, perché mi avrebbe impegnata a studiare tutta l'estate e non mi darebbe la stessa base, soprattutto in matematica e lingue. In fondo io studio per sapere le materie. Ma è comunque un motivo di orgoglio.
Proprio per l'impegno scolastico avevo ridotto al minimo anche le mie attività nella comunità buddista che ora ho ripreso con mia grande gioia. Collegata a queste c'è pure un'esperienza che sto facendo che riguarda i soldi. Finalmente ho capito perché tutti i precedenti tentativi di gestione economica fallivano, e così ho rimesso tutto in discussione e ricominciato dalle basi. Scrivo ogni spesa che faccio, la confronto con i movimenti del conto corrente e mi segno in anticipo le spese fisse. E sto vedendo i primi risultati. Ho deciso che entro fine anno diventerò indipendente e quindi potrò ricominciare a cercare casa per me. Ma fino ad allora sarebbe una causa persa. (una piccola confidenza: dal '99 al 2003 ho diviso l'affitto con amici di un appartamento in Lungadige Rubele che mi piaceva veramente molto; mi sono ripromessa che un giorno lo avrei comprato 😊)
Bene, concludo questo post con un paio di notizie per me spettacolari: ho conosciuto Raphael Gualazzi venerdì scorso, dopo il suo concerto al Teatro Romano; ragazzo timido, con un sorriso splendido, che ho deciso di riuscire a rivedere.
Raphael Gualazzi, la sottoscritta e quasi nascosta Betty

Ieri sera ho rivisto i miei Depeche Mode a Milano (San Siro), ero in prato gold, visto che Ada era riuscita a trovare i biglietti, sotto la passerella, ed è stato...incommensurabile! Lo riprenderò prossimamente. Inoltre mi è stato proposto da Vibrissa & co. di entrare a far parte dello staff di Burlesque & Cabaret Verona insieme ad altre donne della scuola e ne sono fiera! In seguito pubblicherò qualche foto dello showcase 2017, per il quale ho portato un numero con tema biker e la canzone "Big Spender" insieme alle altre allieve del corso di canto. È stato emozionante in modo indescrivibile ed ho imparato molto.
Chiudo con un po' di tristezza in quanto è andato avanti il nostro vicino ed amico di famiglia Alfredo, reduce di guerra, Alpino e persona gentile ed umile.
A presto, passo e chiudo.

sabato 13 dicembre 2014

Fauna di Capetown e altro

Passeggiata delle Balene, Hermanus

La mia aureola...lo Stadium!

Irace del Capo, o procavia, parente dell'elefante

Scoiattolo nel parco cittadino

Una vista dal percorso su Capo di Buona Speranza

I dispettosi babbuini...

Alce sudafricana

Skipper e Kowalski :-)

Soldato

sabato 6 dicembre 2014